by: A.Vo.C. Associazione Volontari Carcere O.d.V. | Scade il 28/09/2026 | Tipo raccolta: O tutto o niente!

C'è una parte di Bologna che esiste ma rimane invisibile. È la "città di dentro": quella che vive dietro i muri del carcere, dove ci sono storie, creatività, voglia di crescere e di comunicare. Una città che ha risorse ma viene spesso dimenticata. Poi c'è la "città di fuori": quella che cammina per le strade e vive la comunità, ma spesso non sa nemmeno di quella parte nascosta accanto a lei e non immagina neppure che le due realtà possano integrarsi.
Tra queste due città manca qualcosa di concreto: un segno visibile, uno spazio di connessione, un linguaggio comune.
Oggi, con il tuo contributo e il contributo del quartiere Navile e di AVOC - Associazione Volontari Carcere, vogliamo costruire un ponte tra queste due realtà e vogliamo farlo attraverso l'arte.
Un murales di 6 metri per 3 realizzato dai detenuti della Dozza insieme a un artista professionista sotto il cavalcavia di via Ferrarese al Navile. Un'opera permanente dove la creatività nata dentro il carcere diventerà visibile a chi passa, un messaggio di connessione tra due città che finalmente si incontrano.
Per fare questo, abbiamo bisogno del tuo supporto!
Dentro il carcere della Dozza nascerà un laboratorio di street art che si concluderà con la realizzazione di un’opera d’arte murale nelle strade della nostra città. Quattro incontri intensi in cui un gruppo di detenuti lavorerà insieme a Fabio del Monte in arte Fabieke, un graffiti artist riconosciuto nel panorama europeo della rigenerazione urbana, attraverso interventi artistici. I detenuti impareranno la tecnica del writing, scopriranno come trasformare un'idea in un disegno e impareranno a utilizzare le vernici e i colori. Lavoreranno non solo per imparare le tecniche di street art ma anche per collaborare gli uni con gli altri, scambiandosi idee e costruire un'opera collettiva.

Il murales sarà un’opera di 6 metri per 3: un'opera visibile a chiunque passi, un segno permanente che testimonia la presenza e la voglia di contribuire alla rigenerazione della città dei detenuti della Dozza.
La parola chiave di tutto il progetto sarà PONTE, inteso come connessione tra realtà separate. Un luogo di passaggio che diventa un luogo d'incontro.
Infatti, il luogo che è stato scelto è il cavalcavia ferroviario di Via Ferrarese, che vuole rappresentare proprio il concetto di connessione tra “la città di dentro” e la “città di fuori”. Quante volte ti sarà capitato di passare sotto quel ponte? Un passaggio geografico che connette già il quartiere Navile con le vie che portano verso il carcere della Dozza. Un ponte fisico tra le due realtà. Quante volte hai attraversato quel sottopasso senza sapere che avrebbe potuto dire qualcosa e che potesse accogliere la voce di chi vive dietro le mura del carcere?cavalcavia-ferr
Con il tuo contributo possiamo trasformare quell’anonimo cavalcavia in qualcosa di più bello e con un significato profondo. Grazie a questo progetto, oltre a rendere più belli degli spazi pubblici, possiamo dare un’opportunità ai detenuti che parteciperanno al corso di imparare una tecnica artistica e contribuire alla riqualificazione della città. Il murales è l'elemento visibile ma il cambiamento è invisibile e avviene quando le due città che prima non si parlavano cominciano a riconoscersi.
Fase 1: Settembre. Dentro la Casa Circondariale, in collaborazione con la direzione e i Funzionari Pedagogici si individuano 10 persone detenute, che parteciperanno alle 4 lezioni di formazione e alle uscite previste per la realizzazione in quartiere. Un vero e proprio "ponte", un vero e proprio scambio tra Comunità.
Fase 2: Ottobre. Dentro la Dozza, si inizia il corso pratico di formazione, sul disegno finalizzato al writing, sulle tecniche di esecuzione, con prove pratiche dei materiali.
Fase 3: Novembre. Due o tre giornate. I detenuti, 5 per volta, usciranno dalle mura del carcere e sotto la direzione di Fabieke, contribuiranno alla realizzazione dell'opera, nel luogo individuato dal Quartiere Navile, a testimonianza della volontà di riconoscimento ed integrazione della città nella città. La città dentro la città fuori su un unico ponte.
Per realizzare questo progetto servono €7.500,00. Il Quartiere Navile contribuirà con € 1000 e AVOC con altri 1000 €.
Restano quindi da raccogliere €5.500,00 ed è qui che diventa fondamentale il contributo di ogni donatore! Le risorse raccolte serviranno a coprire i costi del workshop, degli strumenti necessari ai detenuti per le giornate di formazione, delle vernici e di tutti i materiali indispensabili per realizzare il murales.

Il progetto nella fase esplorativa inizierà quindi a settembre, mentre, se si raggiunge l'obiettivo, detenuti e Fabieke saranno pronti per la fase operativa ad inizio ottobre. Il Quartiere Navile ha già scelto il ponte. L'unico elemento che manca sei tu.
Contribuisci al progetto. Non importa la cifra: ogni contributo è un passo sul ponte che stiamo costruendo.
Quando il murale sarà finito e passerai da quel luogo, potrai vedere concretamente il risultato del tuo gesto. Non sarà solo colore su un muro ma sarà la prova che quando una comunità decide di guardare, di ascoltare e di scegliere l’inclusione si può creare valore e bellezza.

Dal 1993 l’A.Vo.C. (Associazione Volontari Carcere ODV) entra ogni giorno nella realtà dura e fragile del carcere di Bologna con un obiettivo semplice e grande: restituire dignità e speranza a chi vive la detenzione.
Oggi l’associazione conta più di 80 volontari attivi, uomini e donne, credenti e non credenti, uniti non da un colore politico ma dalla convinzione che ogni persona meriti ascolto, rispetto e possibilità di ricominciare.
Offriamo sostegno umano e materiale, coltiviamo legami con le famiglie, promuoviamo cultura e dignità.
Il nostro impegno è difendere i diritti fondamentali: vita, affetti, comunità, protagonismo della propria esistenza, anche dietro le sbarre.
Perché anche in carcere ogni persona resta prima di tutto un essere umano.
Dal 1993 l’A.Vo.C. (Associazione Volontari Carcere ODV) entra ogni giorno nella realtà dura e fragile del carcere di Bologna con un obiettivo semplice e grande: restituire dignità e speranza a chi vive la detenzione. Oggi l’associazione conta più di 80 volontari attivi, uomini e donne, credenti e non credenti, uniti non da un colore politico ma dalla convinzione che ogni persona meriti ascolto, rispetto e possibilità di ricominciare. Offriamo sostegno umano e materiale, coltiviamo legami con le famiglie, promuoviamo cultura e dignità. Il nostro impegno è difendere i diritti fondamentali: vita, affetti, comunità, protagonismo della propria esistenza, anche dietro le sbarre. Perché anche in carcere ogni persona resta prima di tutto un essere umano.
Al momento non ci sono news pubblicate.
Ecco i gloriosi GINGERs che hanno sostenuto il progetto finora:
Giovanna Farruggia
Paola Volta
Argia Savazzi
Federico Bellotti
Marcello Ruggeri
Arturo Balostro
Cristina Ventura
Giulia Neccia
MICHELA CALLEGARO
Alessandro Carrer
Marcello Matté
Francesco Savorani
Annagrazia Cecere
Simone Ferrari
https://www.ideaginger.it/progetti/un-ponte-di-colore-tra-carcere-e-citta.html
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