by: Fondazione PInAC | Scade il 21/03/2026 | Tipo raccolta: O tutto o niente!

Sono rezzatese solo d’adozione.
Ma Rezzato conserva per me alcuni luoghi del cuore.
Qui ho iniziato ad arrampicare. Qui, nella cava di Virle – un tempo laboratorio di punta del free climbing italiano – mi sono spezzato un dente nel tentativo di salire la mia prima via da capocordata.
Qui, alla Corna Rossa, ho litigato a lungo con colonnine e funghetti calcitici su itinerari impossibili come Brancaleone o Trapanella.
E ogni volta che passo lungo la via oltre il Santuario, sotto l’ombroso fianco ovest del monte Regogna, non posso non fermarmi a contemplare l’enorme versante est del monte Maddalena, con i suoi muri di calcare che biancheggiano tra le nebbie o la calura.
Da giovani ci dicevamo, scherzando, che da vecchi avremmo raccontato ai nostri nipoti:
“Io sono stato su di là.”
E loro, ovvio, avrebbero riso e non ci avrebbero creduto.
Ecco, mi sa che il tempo di raccontare è arrivato.
Le dita sono contorte e nodose, le spalle curve, la schiena segnata dagli incidenti.
Quindi lo dico:
"Sono stato su di là.
E ora ridete pure."
Quante storie come questa esistono nei corpi, nei cuori e nelle menti di chi a Rezzato ha passato i sessanta o i settant’anni...
Il paese ne nasconde mille: piccole storie accanto alla grande Storia, quella che affiora nei reperti paleolitici ritrovati sulle colline, nelle cave di marmo aperte ancora dai Romani, nel Santuario della Madonna di Valverde con le sue leggende, o nella Disciplina di Sant’Alessandro, oggi sede della PInAC, dove spiritualità e creatività si incontrano ancora.
E poi la Chiesa di San Pietro, la Parrocchiale di San Giovanni Battista, la villa Avogadro-Fenaroli con il suo Parco di Bacco: testimonianze di un passato che nel 2022 ha valso a Rezzato il riconoscimento ufficiale di Città d’Italia.
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Ma accanto alla grande storia c’è quella minuta, quotidiana, dei sentimenti: le cave viste da bambini, le feste di paese, le botteghe, i cortili, le passeggiate lungo la Gavardina, i pomeriggi al Santuario o sui sentieri del Regogna.
Sono questi i fili che vogliamo raccogliere con “Mi racconti, nonno?” per tessere una mappa degli affetti e rendere più ricca e variopinta la narrazione del paese.
Ogni nonno ha un ricordo nascosto dietro un angolo del paese. Ogni bambino ha occhi nuovi con cui guardarlo. “Mi racconti, nonno?” nasce da questo incontro: un dialogo tra generazioni per riscoprire insieme la memoria viva di Rezzato.
È un viaggio nella memoria e nella bellezza del paese, promosso dalla Fondazione PInAC con il sostegno di BCC del Garda, per creare un ponte tra gli anziani delle RSA Almici e Anni Azzurri e i bambini di PInAC Parco Speciale, nel segno dell’arte, della memoria e della comunità.
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Attraverso laboratori narrativi e atelier artistici, condotti dagli educatori e artisti di PInAC, i bambini ascolteranno i racconti degli anziani: storie di strade, feste, cave e montagne che hanno fatto la vita di Rezzato. Dalle loro parole nasceranno disegni, fotografie e voci registrate che diventeranno parte della grande Mappa della Memoria di Rezzato — un racconto corale del paese, fatto di immagini, emozioni e luoghi del cuore.
Oggi, come allora, Rezzato è una terra antica e generosa:
il monte Regogna e il Peladolo, la Valverde, la Gavardina, il Parco delle Colline Bresciane sono tornati a essere mete di passeggiate e di ricordi.
Da questi luoghi nasceranno i nuovi racconti: bambini e nonni cammineranno insieme, visiteranno i luoghi simbolo del paese e, sotto la guida degli artisti PInAC, realizzeranno opere e piccole installazioni che daranno forma a una “panchina del racconto”, segno concreto del loro incontro.
Il progetto culminerà con:
Con il tuo contributo potremo dare vita a un percorso che unisce arte, memoria e comunità: un progetto che custodisce i ricordi dei nonni, li affida ai bambini e li restituisce al futuro di Rezzato. E grazie a esso potrai ricevere uno dei riconoscimenti che abbiamo pensato per te e che trovi presentati in questa pagina.
I fondi raccolti obiettivo: € 10.000 serviranno a:
Aprile–Maggio 2026: laboratori di raccolta memorie con gli anziani
Giugno 2026: atelier artistici intergenerazionali (PInAC Parco Speciale)
Luglio–Agosto 2026: post-produzione, video e realizzazione della Mappa
Settembre 2026: mostra diffusa, installazione pubblica e concerto-evento
La Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva Aldo Cibaldi (PInAC) è un museo dedicato alla raccolta, allo studio e alla promozione dell’espressività infantile.
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La sua collezione storica è unica nel suo genere in Italia e in Europa, fondata negli anni Cinquanta da Aldo Cibaldi, conta oggi circa 8.300 opere provenienti da 79 Paesi, rappresentando un ponte tra i bambini e le culture del mondo. Un patrimonio artistico e culturale senza eguali in Italia e in Europa.
Fondazione PinAC è un museo dedicato alla raccolta, allo studio e alla promozione dell’espressività infantile. La sua collezione storica è unica nel suo genere in Italia e in Europa, fondata negli anni Cinquanta da Aldo Cibaldi, conta oggi circa 8.300 opere provenienti da 79 Paesi, rappresentando un ponte tra i bambini e le culture del mondo. Un patrimonio artistico e culturale senza eguali in Italia e in Europa. Roberto Vornoli
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Ecco i gloriosi GINGERs che hanno sostenuto il progetto finora:
https://www.ideaginger.it/progetti/mi-racconti-nonno-viaggio-nei-ricordi-per-costruire-il-futuro.html
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