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Fino a qualche decennio fa la Romagna era una delle zone con il più alto tasso di mortalità per cancro in Europa: l’Istituto Oncologico Romagnolo nasce nel 1979 dall’esigenza di reagire a questo stato delle cose. Da 38 anni siamo vicino a chi soffre e insieme a chi cura.
Tra i servizi d’assistenza offerti, uno dei più importanti è il Progetto Margherita, che offre parrucche e supporto alle donne che durante la malattia affrontano il delicato momento della caduta dei capelli. Assieme al tuo aiuto vogliamo estendere il Progetto a tutte le donne della Romagna che, in questo momento, stanno combattendo contro il cancro: grazie a te, potremo fornire parrucche gratuite alle pazienti che affrontano i pesanti effetti collaterali delle cure, senza costringerle a percorrere decine e decine di chilometri per avere aiuto.

Nessuno deve affrontare il cancro da solo, a maggior ragione una mamma. Sono tante le storie di donne che sentono la necessità di essere forti per dimostrare ai propri cari, in particolare ai figli, che tutto andrà bene. Noi crediamo che anche una semplice parrucca e un momento d’incontro con i nostri volontari possa aiutarle in questo. Sono 358 le donne che nel 2016 ci hanno chiesto aiuto e conforto: quasi una al giorno. Un numero enorme, che fa ben capire quanto sia importante questo servizio. Dato l’impatto sociale positivo e la richiesta crescente, abbiamo già esteso il servizio dalla sola sede di Ravenna a quella di Rimini e Forlì: l’obiettivo è quello di fornire aiuto a tutte le donne della Romagna direttamente sotto casa. Vogliamo, perciò, estendere il Progetto Margherita in tutta la Romagna, aprendo nuovi punti: per farlo ci serve il tuo aiuto, per acquistare le parrucche necessarie a coprire le esigenze e le necessità delle donne che affrontano la malattia e che risiedono nelle città in cui il servizio non è ancora attivo.

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Alcune mamme, come Monia, cercano di reagire positivamente ad una diagnosi di cancro, forse per il grande sostegno della famiglia e delle persone che le vogliono bene o forse per tutelare i figli o i propri cari. “Mi spaventava di più la chemioterapia della malattia”, ci confida. La mamma è pur sempre la colonna portante della famiglia, spesso vi è la paura che crollando lei possa crollare tutta la famiglia, su di lei c’è tanta responsabilità, che le impedisce, nel periodo della malattia di concentrarsi su se stessa nel momento in cui ne avrebbe estremo bisogno. Così col progetto Margherita vogliamo permettere alle donne di pensare a loro stesse. Come per Monia, per tante altre donne, la caduta dei capelli è particolarmente difficile da accettare. È una cosa che va ben oltre l’estetica: è un momento che possiede ripercussioni pesanti sul benessere psico-emotivo di una paziente. Riflettersi allo specchio e vedere la testa calva significa guardare sé stesse e scorgere solo la malattia. Significa identificare la propria persona con il cancro. Significa perdere la propria femminilità, la propria identità.

Le persone che accogliamo non sono una malattia: hanno una malattia. È questo che cerchiamo di fargli capire quando le incontriamo”, spiega Riccarda, una delle Volontarie IOR che affianca i nostri parrucchieri del Progetto Margherita. Durante l’incontro le pazienti possono provare diversi modelli di parrucca e scegliere così quella che preferiscono, quella più adatta alle loro esigenze. Alcune donne non temono di mostrare la testa calva: molte, invece, sentono la necessità di “proteggersi” dagli occhi puntati delle persone. Perché spesso non sono solo loro a guardarsi e a vedere il cancro, ma anche tutti gli altri.

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Il Progetto Margherita mi ha permesso di mantenere la malattia in una sfera più privata, personale” afferma Alessandra, una ragazza di trentasei anni guarita dal tumore al seno, che di fronte alla prospettiva di una doppia mastectomia e di un percorso di guarigione lungo e complesso, ha avuto come prima preoccupazione quella di non far soffrire troppo chi le stava accanto: uno slancio quasi materno, di protezione, nei confronti della propria madre.

Il cancro non ruba solo la chioma ad una donna: ne risucchia le energie. “Ricordo la mia prima sessione di chemioterapia – Afferma Dianaal termine ero talmente stanca che una volta arrivata a casa, non mi sono mossa dal letto per ore”. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto: lo IOR non intende abbandonare le tante pazienti che hanno bisogno del Progetto Margherita, ma rinunciano perché non hanno la forza di raggiungere in auto le sedi in cui è attivo oggi il servizio. Alcune ce la fanno grazie all’aiuto di amiche e famigliari: ma amiche e famigliari spesso lavorano.

Non ti chiediamo di accompagnare le pazienti da noi: siamo noi che, assieme a te, possiamo andare da loro. Essere vicino a chi soffre. Essere dalla parte delle donne che combattono, che non vogliono farsi rubare la propria femminilità. La propria identità. Perché tra avere una malattia ed essere una malattia c’è una differenza enorme: quella differenza che possiamo fare insieme.

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AIUTACI A DARE SOSTEGNO A NUOVE PAZIENTI

Raggiungere 10.000 euro di raccolta vuol dire permetterci di:
- acquistare 120 parrucche per un valore di 8.400,00 euro (dato il costo medio unitario di 70,00 euro)
- acquistare beni di consumo (salviette, mantelline e testine) per per un valore di 1.600,00 euro

Senza il tuo aiuto non sarà possibile rispondere a tutte le donne che hanno bisogno.

News

Al momento non ci sono news pubblicate.

Sostenitori

Ecco i gloriosi GINGERs che hanno sostenuto il progetto finora:

Ginger Barbara guidi

Ginger Matteo Campedelli

Ginger Lara Verni

Ginger Cristina Ferretti

Ginger Sara Morosi

Ginger Laura Bosso

Ginger Elena Mercatali

Ginger Jessica Gasco

Ginger Rita Vecchi

Ginger Claudia Rivalta

Ginger Rocchi Angela

Ginger Francesca Pettazzoni

Ginger Futura Filippi

Ginger Michelina Fabbri

Ginger Barbara Buttazzi

Ginger Luca Borneo

Ginger maria stella grandi

Ginger nadia guidicini

Ginger Chiara De Angelis

Ginger Marisa De Angelis

Ginger STEFANO PARMIANI

Ginger Margherita Santarelli

Ginger branchetti loredana

Ginger virgilio renzetti

Ginger Fania Liverani

Ginger Patrizia Bonatti

Ginger ROBERTA ROSSI

Ginger Domenica Rita Santeramo

Ginger Elena Petroncini

Ginger Gloria Stegagno

Ginger Roberta Bianchi

Ginger Giusy Cicinelli

Ginger Stefano Biordi

Ginger angela bellettini

Ginger Fabio Zammarchi

Ginger Roberto rossi

Ginger ANTONIA BASSI

Ginger Serena Di Pasquantonio

Ginger Roberta Guerra

Ginger Roberta Neri

Ginger Sabine Mall

Ginger Veronica Toschi

Ginger Alessandro Benedetti

Ginger Paola Poletti

Ginger Elisabetta Cremonini

Ginger igor vecchietti

Ginger Viviana

Ginger Giulia Cassani

Ginger Serena Zecchini

Ginger Nicola Labartino


Conosci il progettista:

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Istituto Oncologico Romagnolo

L’Istituto Oncologico Romagnolo Onlus (IOR) nasce nel 1979. In 38 anni è divenuto parte integrante del tessuto sociale della regione, contribuendo a creare sette reparti oncologici laddove ne esistevano solo due, oltre ad aver dato vita a tre day hospital e all’IRST IRCCS di Meldola, struttura d’avanguardia a livello nazionale per la cura del paziente e per quel che concerne la ricerca scientifica e l’innovazione. Per questo lo IOR è vicino a chi soffre e insieme a chi cura: grazie alla generosa, altruistica spinta di più di 500 Volontari, ha potuto sino ad oggi assistere circa 45.000 pazienti a titolo gratuito; ha educato e coinvolto in progetti di prevenzione più di 135.000 bambini; infine ha formato 235 professionisti grazie a stage condotti in Italia e all’estero. Con più di 66 milioni di euro investiti in ricerca e attività di supporto dei pazienti ha contribuito in maniera determinante ad invertire la tendenza, rendendo la Romagna una terra di prim’ordine nella lotta contro il cancro.


info@ior-romagna.it

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