by: Abibatu Project | Scade il 23/11/2026 | Tipo raccolta: O tutto o niente!

Unisciti alla nostra iniziativa di co-progettazione che unisce l'emancipazione femminile, la tutela dell'ambiente e il diritto allo studio per la comunità di Techiman, in Ghana.

In Ghana, la struttura socioculturale fortemente patriarcale relega spesso le donne al solo lavoro domestico. Il progetto Abibatu nasce dalla determinazione di una comunità di donne di Techiman desiderose di riscatto e d’indipendenza economica.
Oggi sono 20 le donne che stanno costruendo il proprio futuro creando pezzi unici con i tessuti ghanesi. Tuttavia, le poche macchine da cucire a disposizione sono vecchi modelli manuali, lentissimi e faticosi da usare e la sartoria non dispone ancora di uno spazio fisico ben attrezzato.
Attraverso la creazione di un laboratorio sociale e di un punto vendita, possiamo supportare queste sarte nella produzione di capi unici, lavorati a partire dai tessuti tradizionali dei mercati locali.

Ogni settimana, circa 15 milioni di capi usati provenienti dal Nord del mondo arrivano in Ghana. Di questi, oltre il 40% è rifiuto inutilizzabile che si accumula in discariche abusive, soffocando fiumi e oceani.
Abibatu risponde a questo disastro ecologico con la logica dell'upcycling e del riciclo creativo: ogni scarto di lavorazione viene recuperato, ridisegnato e trasformato, dimostrando come la tutela dell'ambiente possa diventare uno straordinario motore di riscatto sociale.

In Ghana, la divisa scolastica è obbligatoria, ma molte famiglie non possono permettersela, negando così ai bambini e alle bambine l'accesso all'istruzione.
Grazie alla filosofia anti-spreco del laboratorio, le nostre sarte utilizzano i tessuti di recupero per confezionare materiale scolastico e divise. In questo modo, lo scarto tessile smette di essere un rifiuto e diventa il passaporto per il futuro e lo studio dei più piccoli.


Con i 2.000 euro che vorremmo raccogliere per questa campagna potremo:
Nei prossimi 12 mesi avvieremo il laboratorio a Techiman, integrando la produzione con percorsi formativi in educazione finanziaria e parità di genere.
Il nostro obiettivo di raccolta: 2.000€
Raggiungere questo traguardo è fondamentale: raccogliere questa somma inoltre ci darà i requisiti per sbloccare un bando di co-finanziamento da 20.000 € promosso dall’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni). Senza il tuo aiuto non potremo accedere a queste risorse e moltiplicare l'impatto del progetto.
Con questa cifra totale avremo la possibilità di acquistare ulteriori macchinette da cucine per ampliare sempre di più il progetto e dare sempre più opportunità ad altre donne, daremo la possibilità alle sarte di formarsi correttamente, sia finanziariamente che per quanto riguarda la parità di genere, con una psicologa e formatrice specializzata e dare la possibilità per l'accesso scolastico alle famiglie e ai bambini e alle bambine, che senza la divisa, non potrebbero permetterselo.
Questo sarà possibile anche con l'appoggio di una associazione partner in Ghana Greenstoration che opera nel territorio e che ci garantirà la parte operativa del progetto. Greenstoration è un'organizzazione giovanile no-profit fondata in Ghana, guidata da una visione panafricana e dedicata al ripristino ambientale e allo sviluppo sostenibile.

Nessun filo, da solo, può tessere una tela robusta. Sostieni la campagna, scegli una delle nostre ricompense realizzate dalle sarte o partecipa ai nostri eventi sociali: aiutaci a trasformare questa visione in realtà!
Grazie per il tuo supporto!

Idriss, Rachi e Yakub
Siamo Abibatu Project, un'associazione nata dalla volontà di sostenere una comunità di donne di Ghana attraverso la sartoria sociale, per il raggiungimento dell'indipendenza economica delle donne.
Al momento non ci sono news pubblicate.
Ecco i gloriosi GINGERs che hanno sostenuto il progetto finora:
grazia mazzini
Sabrina Nefzi
Karen Sanchez
Marta Chojnowska
Nicoletta Garofalo
Federica Cappellanti
Gioia Bado
MIKHAIL SILVESTRO SUSTERSIC
https://www.ideaginger.it/progetti/abibatu-intrecci-di-liberta-e-futuro.html
Commenti dei sostenitori