❞ESSERE TUTTI SULLA STESSA BARCA❞ significa gesti come questi. Quando ci hanno chiamato per avvisarci di quello che avevano deciso e volevano fare siamo rimasti paralizzati: ma ma...come...Ci sono voluti alcuni giorni poi abbiamo capito che il nostro imbarazzo iniziale derivava dal fatto che viviamo in un mondo imbruttito dove purtroppo si è perso il piacere di tendersi la mano l'un l'altro e la pandemia non ci ha fatto riscoprire migliori, però ci sono piccoli grandi gesti che valgono più di mille spiegazioni e vanno presi, abbracciati con reciprocità, messi in bacheca con orgoglio, rimirati, ricordati e possibilmente interiorizzati in maniera tale da poterne ripetere le gesta con altri, perchè replicarsi è il vero scopo ultimo di questo bellissimo virus che è la solidarietà.
Gli amici di No alla fabbrica delle Polveri Cadelbosco Zurco e dintorni e Aria Pulita Cadelbosco hanno dato senza tanti fronzoli una lezione magistrale a tutti.
E noi ci leviamo il cappello mentre ci si gonfia il cuore.
Aria Pulita Cadelbosco
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UN " FILO" UNISCE CADELBOSCO A GAVASSA?
NO, DOVREBBE ESSERE UNA MAGLIA, UNA RETE.
I Comitati nascono perché i partiti non sanno più interpretare e rappresentare le sensibilità e la volontà dei cittadini.
Il caso di Iren è clamoroso: Esattamente 10 anni fa gli italiani votarono per la ri-pubblicizzazione dell'acqua. Proprio a Reggio si raggiunse la percentuale più alta di votanti e di SI all'acqua pubblica. I comuni decisero di fare esattamente il contrario!
Nessuna reazione da parte dei cittadini, anzi, Iren è restata lì a gestire acqua, rifiuti,... espandendosi in altre regioni, indebitandosi in modo da rendere irreversibile la privatizzazione dei servizi.
Gavassa e dintorni é il territorio "martire" da almeno 10 anni. Odori nauseabondi per la lavorazione dei fanghi dei depuratori, per il compostaggio, ecc... Poi si parlò di un mega impianto TMB (trattamento meccanico biologico) del pattume ed ora la mega centrale biogas per biomasse provenienti dalle province limitrofe. Fumi, camion,... altro inquinamento.
Aiutare il Comitato NO BIOGAS DI GAVASSA, che da molti anni si oppone allo scempio di un territorio agricolo di pregio, è importante.
La pianura padana è una vera e proprio camera a gas. I governanti dovrebbero studiare un piano per ridurre l'inquinamento, non per aumentarlo.
Quasi in ogni comune esistono problemi questa natura. Tutti i comitati dovrebbero collaborare tra di loro. Dovrebbero creare una rete per sostenersi reciprocamente. Solo così potranno essere all'altezza delle sfide e battersi contro questi oligopoli, queste mega utility a cui gli Enti si sottomettono volontariamente per viltà o per opportunismo fregandosene bellamente della volontà dei cittadini.
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UN " FILO" UNISCE CADELBOSCO A GAVASSA?
NO, DOVREBBE ESSERE UNA MAGLIA, UNA RETE.
I Comitati nascono perché i partiti non sanno più interpretare e rappresentare le sensibilità e la volontà dei cittadini.
Il caso di Iren è clamoroso: Esattamente 10 anni fa gli italiani votarono per la ri-pubblicizzazione dell'acqua. Proprio a Reggio si raggiunse la percentuale più alta di votanti e di SI all'acqua pubblica. I comuni decisero di fare esattamente il contrario!
Nessuna reazione da parte dei cittadini, anzi, Iren è restata lì a gestire acqua, rifiuti,... espandendosi in altre regioni, indebitandosi in modo da rendere irreversibile la privatizzazione dei servizi.
Gavassa e dintorni é il territorio "martire" da almeno 10 anni. Odori nauseabondi per la lavorazione dei fanghi dei depuratori, per il compostaggio, ecc... Poi si parlò di un mega impianto TMB (trattamento meccanico biologico) del pattume ed ora la mega centrale biogas per biomasse provenienti dalle province limitrofe. Fumi, camion,... altro inquinamento.
Aiutare il Comitato NO BIOGAS DI GAVASSA, che da molti anni si oppone allo scempio di un territorio agricolo di pregio, è importante.
La pianura padana è una vera e proprio camera a gas. I governanti dovrebbero studiare un piano per ridurre l'inquinamento, non per aumentarlo.
Quasi in ogni comune esistono problemi questa natura. Tutti i comitati dovrebbero collaborare tra di loro. Dovrebbero creare una rete per sostenersi reciprocamente. Solo così potranno essere all'altezza delle sfide e battersi contro questi oligopoli, queste mega utility a cui gli Enti si sottomettono volontariamente per viltà o per opportunismo fregandosene bellamente della volontà dei cittadini.