Siamo nel 2024 e ci sono ancora molte persone non sanno cosa significa nascere prematuramente o sicuramente non sanno cosa si prova ad avere un figlio prematuro.
Solo chi ci passa o chi ha qualcuno vicino che sta affrontando questa battaglia sa.
E’ un percorso delicato, fatto di paura, attimi concitati, fiato sospeso. Attese infinite, impossibilità di poter stringere il proprio bambino tra le braccia. Poterlo vedere solo attraverso un vetro. E poi pianti e paura. E ancora paura. Certo, ogni tanto ci sono delle belle notizie, anche solo piccoli traguardi, che per un genitore prematuro è una conquista, un passettino in più verso casa.
Qualche grammo in più scritto sulla bilancia, un pasto più sostanzioso ben tollerato, un filo o elettrodo in meno, una flebo tolta o anche il poter finalmente respirare da solo senza cannule o mascherine.
Che percorso infinito, un’olimpiade, un percorso ad ostacoli che sembra non terminare mai.
Finalmente arriva il traguardo, finalmente arriva la dimissione, la loro vittoria su tutto e tutti.
Sorrisi a non finire, lacrime di commozione e gioia, mani tremanti che fanno trasparire la tensione dell’ignoto.
D’altronde per due genitori che han vissuto il proprio bimbo spesso tramite i racconti degli altri, come potrebbe essere altrimenti?
Ma il CORAGGIO dimostrato finora non finisce mica qua: beh, due genitori prematuri ne hanno da vendere.
E anche il ritorno a casa si trasforma in un’avventura, stavolta da vivere appieno e da protagonisti e si spera senza più tempeste.
Con il nostro progetto vogliamo portare il sole nelle vite di queste famiglie premature: aiutaci e dona un raggio anche te, in modo da spazzare via le tempeste future!